Salita del monte Carmelo
Il fascino del pensiero di Giovanni della Croce non conosce davvero limiti temporali. Frutto di una travagliata esperienza spirituale e vertice della sua maturità artistica, la Salita del Monte Carmelo è stata oggetto di studi lungo i secoli. Nell'Introduzione di Federico Ruiz, il leitmotiv della critica sull'opera non cambia: ci si chiede se sia possibile, ancora ai nostri giorni, vivere una vita cristiana autentica, alla sequela di Cristo e in unione con lui. La Salita del Monte Carmelo è essenzialmente un inno all'amore: l'amore di Dio per l'anima e l'amore dell'anima che incontra Dio e ne è attratta, fino a consumarsi nel congiungimento con l'Amato. L'itinerario che il Santo propone è descritto con l'immagine della salita al Monte Carmelo, durante la quale l'anima passa attraverso un progressivo denudamento – la "notte oscura" dei sensi e dello spirito – fino ad arrivare sulla vetta all'unione con Dio. Tutto e nulla, luci e tenebre, aridità e desiderio, sono atteggiamenti interiori in cammino verso la meta finale. Oltre le barriere del tempo, la Salita ci parla ed è attuale. La via esposta da san Giovanni è ancora percorribile, giacché l'azione divina che soccorre e la risposta umana come impegno totale di vita restano parte integrante del pensiero cristiano.
1115282047
Salita del monte Carmelo
Il fascino del pensiero di Giovanni della Croce non conosce davvero limiti temporali. Frutto di una travagliata esperienza spirituale e vertice della sua maturità artistica, la Salita del Monte Carmelo è stata oggetto di studi lungo i secoli. Nell'Introduzione di Federico Ruiz, il leitmotiv della critica sull'opera non cambia: ci si chiede se sia possibile, ancora ai nostri giorni, vivere una vita cristiana autentica, alla sequela di Cristo e in unione con lui. La Salita del Monte Carmelo è essenzialmente un inno all'amore: l'amore di Dio per l'anima e l'amore dell'anima che incontra Dio e ne è attratta, fino a consumarsi nel congiungimento con l'Amato. L'itinerario che il Santo propone è descritto con l'immagine della salita al Monte Carmelo, durante la quale l'anima passa attraverso un progressivo denudamento – la "notte oscura" dei sensi e dello spirito – fino ad arrivare sulla vetta all'unione con Dio. Tutto e nulla, luci e tenebre, aridità e desiderio, sono atteggiamenti interiori in cammino verso la meta finale. Oltre le barriere del tempo, la Salita ci parla ed è attuale. La via esposta da san Giovanni è ancora percorribile, giacché l'azione divina che soccorre e la risposta umana come impegno totale di vita restano parte integrante del pensiero cristiano.
9.99 In Stock
Salita del monte Carmelo

Salita del monte Carmelo

by Giovanni della Croce
Salita del monte Carmelo

Salita del monte Carmelo

by Giovanni della Croce

eBook

$9.99 

Available on Compatible NOOK devices, the free NOOK App and in My Digital Library.
WANT A NOOK?  Explore Now

Related collections and offers

LEND ME® See Details

Overview

Il fascino del pensiero di Giovanni della Croce non conosce davvero limiti temporali. Frutto di una travagliata esperienza spirituale e vertice della sua maturità artistica, la Salita del Monte Carmelo è stata oggetto di studi lungo i secoli. Nell'Introduzione di Federico Ruiz, il leitmotiv della critica sull'opera non cambia: ci si chiede se sia possibile, ancora ai nostri giorni, vivere una vita cristiana autentica, alla sequela di Cristo e in unione con lui. La Salita del Monte Carmelo è essenzialmente un inno all'amore: l'amore di Dio per l'anima e l'amore dell'anima che incontra Dio e ne è attratta, fino a consumarsi nel congiungimento con l'Amato. L'itinerario che il Santo propone è descritto con l'immagine della salita al Monte Carmelo, durante la quale l'anima passa attraverso un progressivo denudamento – la "notte oscura" dei sensi e dello spirito – fino ad arrivare sulla vetta all'unione con Dio. Tutto e nulla, luci e tenebre, aridità e desiderio, sono atteggiamenti interiori in cammino verso la meta finale. Oltre le barriere del tempo, la Salita ci parla ed è attuale. La via esposta da san Giovanni è ancora percorribile, giacché l'azione divina che soccorre e la risposta umana come impegno totale di vita restano parte integrante del pensiero cristiano.

Product Details

ISBN-13: 9788872297803
Publisher: Edizioni OCD
Publication date: 07/29/2020
Series: Pagine Carmelitane
Sold by: Bookwire
Format: eBook
Pages: 416
File size: 3 MB
Language: Italian

About the Author

Giovanni della Croce (Juan de Yepes Álvarez) nasce a Fontiveros (Avila) nel 1542. Ha due fratelli: Francesco e Luigi. Suo padre Gonzalo muore quando Giovanni è molto piccolo. I parenti toledani hanno diseredato Gonzalo a motivo del matrimonio con Catalina, di un ceto sociale inferiore. È per questo che sono poveri, e lo diventeranno ancor di più alla morte del padre. Catalina parte verso le terre toledane per chiedere aiuto ai familiari di Gonzalo: va a Torrijos, ma senza esito; prosegue fino a Gálvez, dove il medico del paese accoglie Francesco. Catalina ritorna a Fontiveros con Giovanni. Dopo un anno va a Gálvez e ritorna a casa con Francesco e Giovanni perché le cose non erano andate bene. Si trasferiscono ad Arevalo, ma ritornano probabilmente a Fontiveros per partire verso Medina del Campo. Data la povertà, Catalina può far entrare il piccolo Giovanni nel Collegio della Dottrina. Viene anche ammesso come infermiere nell'Ospedale della Concezione o "de las Bubas" (dei tumori), ed è pure alunno esterno del Collegio dei Gesuiti dal 1559 al 1563. Nel 1563 entra nell'Ordine del Carmelo di Sant'Anna a Medina come novizio e professa l'anno seguente. Subito passa a studiare nell'Università di Salamanca: tre anni di filosofia come alunno ordinario e uno di teologia (1567-1568). Quest'ultimo, dopo l'incontro con santa Teresa a Medina durante le vacanze del 1567. La Santa lo distoglie dall'idea di farsi certosino. Accetta la richiesta della Madre perché entri nella nuova famiglia carmelitana che sta organizzando, però le pone la condizione che la faccenda non vada per le lunghe. Ritornato a Salamanca nel 1568, continua a dialogare con santa Teresa sulla nuova vita carmelitana. L'accompagna nella fondazione del monastero di Valladolid e si informa accuratamente di tutto. Terminato quel particolare noviziato, Giovanni va a Duruelo (Avila) per adattare la casetta, donata alla Santa, come primo convento dei frati. L'inaugurazione ufficiale è il 28 novembre 1568. La Santa visita la comunità durante la Quaresima del 1569. Giovanni della Croce è nominato maestro dei novizi a Duruelo e con quest'incarico passa a Mancera, dove i frati traslocano definitivamente nel 1570. Nello stesso anno, è chiamato a riorganizzare il noviziato di Pastrana (Guadalajara). Ritorna a Mancera. Nell'aprile del 1571 una nuova destinazione: Rettore del Collegio di Alcalà de Henares. L'anno seguente è richiesto da santa Teresa come confessore del grande monastero dell'Incarnazione, ad Avila, di cui ella è priora. Ad Avila trascorre cinque anni, si rende famoso come esorcista per il suo potere contro gli spiriti maligni e come insigne direttore spirituale. Da Avila è preso a forza dai carmelitani calzati che lo imprigionano nel convento di Toledo. Dopo nove mesi di carcere fugge nell'agosto del 1578. Nel 1578 ad Almodovar del Campo (Ciudad Real) partecipa al capitolo degli Scalzi, dove viene nominato superiore del convento del Calvario (Jaen). Parte per il nuovo convento in Andalusia e da lì, nel 1579, fonda il convento-collegio dell'Ordine nella città universitaria di Baeza, ove sarà Rettore. Nel gennaio del 1582 è trasferito a Granada. In essa, nel convento dei Santi Martiri è nominato per tre volte priore. Nel 1585 è Vicario Provinciale dell'Andalusia. Da Baeza partecipa al Capitolo di Alcalà de Henares che sancisce la separazione della Provincia degli Scalzi (1581). Partecipa ai successivi Capitoli. Nel Capitolo del 1588 è la seconda autorità dell'Ordine e come tale si trasferisce a Segovia come membro del nuovo Governo della Consulta, presiedendo le sessioni quando è assente il Vicario Generale Nicola Doria. Costruisce un nuovo convento a Segovia. Parte da Segovia per la Peñuela nell'agosto del 1591. Si ammala e il 28 settembre è trasferito a Ubeda. Soffre non poco a causa del priore del convento e per l'infame persecuzione di Diego Evangelista. Muore ad Ubeda il 14 dicembre.
From the B&N Reads Blog

Customer Reviews